Seconda tappa

Davos (03:00 Day 2)

Località di villeggiatura dal fascino internazionale e maggiore centro sportivo e congressuale delle Alpi, Davos, a 1.560 m d’altitudine, è la più alta città delle Alpi. Qui, la terza settimana di gennaio, si svolge il Meeting annuale del World Economic Forum, un’organizzazione no profit svizzera che comprende l’élite imprenditoriale e politica mondiale.
La cittadina svizzera, che sorge lungo il corso del fiume Landwasser, ha incantato il grande scrittore Thomas Mann, che proprio qui ambientò il romanzo “La montagna incantata”. Fin dalla seconda metà del XIX secolo, Davos divenne una rinomata località termale di montagna, grazie al suo particolare microclima adatto alla cura delle malattie respiratorie. Thomas Mann trascorse alcune settimane a Davos nel 1912 in visita alla moglie degente e questo gli diede l’ispirazione per ambientarvi i sette anni di permanenza di Hans Castorp, il protagonista del suo romanzo. Con la scoperta dei benefici terapeutici del clima di alta montagna sulle malattie polmonari, e in particolare sulla tubercolosi, da piccolo villaggio di montagna Davos si trasformò in un importante centro turistico con numerose cliniche, sanatori e alberghi. Ulteriore sviluppo alla fama della regione si ebbe nel 1890 con l’apertura della ferrovia retica che collegava Davos a Landquart, cittadina che toccheremo prima di giungere a Zurigo.
Finita l’epoca del turismo a fini terapici, Davos è oggi una rinomata località di sport invernali, tanto da aver ospitato varie tappe della Coppa del Mondo di sci alpino e della coppa del Mondo di sci di fondo. Il comprensorio sciistico si compone di diverse aree che offrono 320 chilometri di piste per lo sci alpino, 75 chilometri di piste per lo sci di fondo, piste da pattinaggio e per slittino, oltre a 150 chilometri di tracciati per escursioni con le racchette.

Davos a tavola
E se tutto questo sport ci ha messo un certo languorino? Uno dei piatti tradizionali più famosi della regione dei Grigioni è rappresentato dai Capuns, involtini fatti con una pasta di farina e uova, riempiti di salsiccia o carne secca a pezzettini, avvolti da una foglia di bietola e infornati con del formaggio di montagna.

Zurigo (10:00 Day 2)

Zurigo, con i suoi 420mila abitanti, è la città più grande della Svizzera e si sviluppa all’estremità settentrionale dell’omonimo lago, mentre il fiume Limmat, che scorre da sud a nord, taglia a metà il centro storico. La qualità della vita a Zurigo è molto alta; la zona centrale, oltre ad essere pedonale, è servita da una rete tramviaria davvero molto efficiente le cui origini risalgono alla fine del 1800 quando il sistema venne creato per il trasporto degli operai delle fabbriche. Già dall’epoca romana Zurigo era un importante crocevia mercantile presso il quale venivano tassate le merci in transito tra le province confinanti; la sua posizione centrale ne ha poi favorito lo sviluppo commerciale, consolidando la città come polo finanziario della Svizzera. Nel cuore di Zurigo sorge il campanile della Chiesa di S. Pietro, il quale vanta il quadrante più grande d’Europa (8,67 metri di diametro). Altra curiosità è la presenza in città di più di 1224 fontane potabili, la cui acqua proviene per il 70% dal suo lago.
Zurigo è da sempre una città molto viva dal punto di vista artistico e culturale; al Cabaret Voltaire, ad esempio, nel 1916 venne fondato il movimento Dada, all’insegna dell’anticonformismo e della spensieratezza, dal quale si originerà poi il surrealismo.
Sulla sponda orientale del fiume Limmat si estende il quartiere di Niederdorf con i suoi caffè e ristoranti, mentre sulla riva occidentale scorre l’elegante via dello shopping. Tra le zone maggiormente interessate dai cambiamenti degli ultimi anni c’è Zurigo ovest, dove i vecchi edifici industriali sono stati riqualificati e convertiti in attività che hanno reso il quartiere tra i più vivi e alla moda della città.
Zurigo non solo possiede la più sviluppata rete di trasporto pubblico della Svizzera ma è anche una città che si presta particolarmente bene ad essere vissuta in biciletta, un’attitudine green che contraddistingue i suoi abitanti.

Zurigo a tavola
Noto in tutta la Svizzera è il Zürcher Geschnetzelte, un piatto a base di carne di vitello servito su un letto di panna e champignons con Rösti di patate. Tra i dolci troviamo gli Hüppen, della famiglia dei wafer, gli Offleten, composti da un impasto friabile e sottile e i Tirggel, un dolce natalizio al miele.

Basilea (14:00 Day 2)

Basilea nasce lungo un’ansa del fiume Reno al confine con Francia e Germania. Le origini della città vanno ricercate in epoca romana; si fa infatti risalire la sua fondazione al 44 a.C. ma sono stati rinvenuti reperti risalenti ad un insediamento celtico ancor più antico.
In pieno centro storico è situata Marketplaz, la piazza del mercato, che in tempi lontani fungeva da luogo di scambio, soprattutto per il grano. Ancora oggi i produttori locali si ritrovano qui tutti i giorni all’alba, tranne la domenica, per vendere i propri prodotti. La piazza è dominata dal rosso dell’edificio del Municipio, con i suoi tetti caratteristici costruiti con le colorate piastrelle della Borgogna, la guglia d’oro all’interno della quale è conservata una campana e la torretta che svetta sulla Marketplaz.
Il fiume Reno divide la città in due: sulla riva destra troviamo la zona di Kleinbasel (Piccola Basilea), la parte del centro più moderna e vitale, mentre sulla riva sinistra è situata la Grossbasel (Grande Basilea), la parte più antica. Le due sponde sono poi collegate tra loro da diversi ponti.
Le auto private sono pressoché bandite dal centro storico, tanto che chi alloggia negli hotel riceve gratuitamente il Mobility Ticket grazie al quale può viaggiare gratuitamente con i mezzi pubblici per tutta la durata del soggiorno turistico.
In qualità di capitale culturale della Svizzera, Basilea è sempre ricca di fermento sia dal punto di vista artistico che culturale; un emblema di tutto ciò è il polo fieristico con la sua struttura futuristica, il quale ospita numerose mostre ed esposizioni. Le due fiere più importanti sono la Fiera dell’orologio, che si svolge a marzo, e Art Basel, una fiera d’arte moderna e contemporanea di fama internazionale che si svolge a giugno.

Basilea a tavola
Tra i piatti più famosi di Basilea ci sono la zuppa di farina e la torta di cipolle, che vengono tipicamente servite a carnevale, nonché il suuri Lääberli (fegato tagliato a striscioline) e i dolci Basler Läckerli, il tradizionale biscotto al miele. I Mässmogge, infine, sono caramelle di zucchero colorate e ripiene di una massa marrone alle nocciole, tipicamente vendute durante la fiera autunnale di fine ottobre, ma ormai sdoganate durante tutto l’anno.

Épinal (20:00 Day 2)

Nel dipartimento dei Vosgi incontriamo Épinal, in posizione strategica nel cuore dell’Europa grazie alla sua vicinanza a Germania, Svizzera, Lussemburgo e Belgio. La città si presenta divisa in tre parti dai due bracci della Mosella: Grand-Ville, il quartiere storico sulla riva destra, Hospice, quartiere più moderno sulla riva sinistra e Petit-Ville, sull’isola circondata dal fiume. Nel centro storico si trova la Place des Vosges, con i bei portici e case del Cinquecento, mentre, arroccati su una collina, si trovano i resti del castello medievale con annesso parco di 26 ettari. Dal 1760 alla metà del XIX Secolo fiorì in città un’importante fabbrica di ceramiche. Ma Épinal è soprattutto nota per la produzione artigianale di ricami e merletti e, ancor di più, per la tradizione delle stampe popolari, arte nata nel 1796 in un piccolo laboratorio al N. 42 di Quai de Dogneville dall’ingegno di Jean Charles Pellerin e ancora oggi esistente. La città ha voluto rendere omaggio a questo patrimonio grafico aprendo nel 2003 la Città dell’Immagine, composta da una ricchissima collezione di circa 110.000 opere che raccontano l’evoluzione della società.

Épinal a tavola
Tra le varie specialità gastronomiche dei Vosgi, a Épinal si può gustare il Géromé, un tipico formaggio a pasta molle che si fregia del marchio di Denominazione d’Origine Controllata (AOC in Francia).

Charmes (22:00 Day 2)

Charmes (o Charmes-sur-Moselle), di origini romane, è un comune francese dei Vosgi, situato ai piedi della collina denominata Haut-du-Mont, nella regione Grand Est. Nel X Secolo, i conti di Toul, per difendere la città dalle incursioni ungheresi, costruirono una vasta fortificazione, a sua volta attorniata da una foresta di carpini, charmes in francese, dalla quale è derivato poi il nome della città e dei suoi abitanti, “les Carpiniens”.
Charmes è attraversata dalla Mosella e, proprio grazie all’abbondante disponibilità di risorse idriche, fin dal 1500, vi fiorirono attività industriali legate alla produzione di tessuti e alla concia delle pelli; un passato industriale testimoniato oggi dall’Ecomusée du Battant. Lo sviluppo della ferrovia e la costruzione del Canal de l’Est hanno poi permesso lo sviluppo di altre due attività diventate rinomate a Charmes: la filatura e, soprattutto, la produzione di birra. La brasserie de Charmes è infatti un’antica birreria fondata nel 1864 da Achille Hanus. Grazie all’acquisizione di altre fabbriche già operative in città, la nuova impresa è cresciuta nel corso del secolo successivo fino a produrre, nel suo periodo più florido, 70.000 ettolitri di birra all’anno. La fabbrica ha cessato la produzione nel 1971.
Dal 2015 Charmes è Station Verte, certificazione eco-turistica ottenuta grazie agli investimenti effettuati nel miglioramento dell’offerta turistica in ottica green.

Charmes a tavola
La città offre ai suoi visitatori la Levrette de Charmes, specialità dolciaria di cioccolato ideata nel 1989. Il cioccolatino è composto da un croccante alle nocciole ricoperto di cioccolato fondente che racchiude un cuore di ganache al lampone; la Levrette de Charmes deve il suo dome all’emblema della città, la femmina di levriero.

Email: info@tolondon.it


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