Terza tappa

Vitry-le-Francois (12:00 Day 3)

Dopo aver attraversato Gibeaumeix, piccolo comune francese di 152 abitanti situato nel dipartimento della Meurthe e Mosella, il viaggio tocca Vitry-le-François, città del dipartimento della Marna (nella regione Champagne-Ardenne), sulla riva destra dell’omonimo fiume. La città nacque nel 1545 per volontà del re di Francia Francesco I, per sostituire il borgo di Vitry-en-Perthois distrutto durante la guerra contro Carlo V. La nuova città venne progettata e realizzata secondo un piano ortogonale dell’architetto di origine italiana Girolamo Marini. La posizione strategica del centro lo ha esposto a numerosi attacchi nel corso della storia, dal Medioevo fino alla Seconda Guerra Mondiale quando, nel 1944, venne quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti alleati, con sacrificio di numerose vittime civili.

Vitry-le-François a tavola
Una delle specialità del dipartimento della Marna è senza dubbio la zuppa (potée) champenoise, piatto completo preparato con carne di maiale, salsiccia, prosciutto affumicato, cavolo cappuccio, rape, carote e patate.

Chalons-en-Champagne (14:00 Day 3)

Chalons-en-Champagne è una città francese di 45mila abitanti situata nella regione della Champagne-Ardenne, nel dipartimento della Marna attraversata dal Mau e il Nau, due piccoli corsi d’acqua che si riuniscono alla Marna con vari bracci. Nel giugno 1451 fu teatro della celebre battaglia dei Campi Catalaunici, che si concluse con il trionfo di Flavio Ezio contro il re unno Attila.
Tra le porzioni cittadine più interessanti e vivaci c’è la Place de la République, creata nel IX secolo quando Chalons divenne un importante mercato agricolo e sorse l’esigenza di una grande piazza in cui ospitare gli scambi commerciali. L’edificio religioso più importante è la cattedrale di Saint- Étienne, con le sue immense vetrate che hanno sostituito le pareti in pietra. Altro gioiello della città è la cattedrale di Notre-Dame-en-Vaux, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, con il suo carillon di 56 campane. Se gli elementi architettonici di pregio che costellano la città ci parlano del suo passato, a ricollegare la storia con il presente ci pensano gli eventi culturali. Tra gli appuntamenti più attesi c’è il Furies Festival di giugno, che per otto giorni anima la città con spettacoli circensi ad opera degli artisti di strada.

Chalons-en-Champagne a tavola
Specialità tipica della Champagne, molto presente nella cultura antica della regione ma trascurata nel corso del tempo, la lenticchia di Champagne è stata di recente riscoperta e valorizzata, anche grazie alla creazione di una cooperativa di produttori locali fondata nel 2012. L’unicità del territorio della Champagne, con il suo suolo calcareo, conferisce al legume un gusto dolce molto apprezzato.

Reims (16:00 Day 3)

Nel dipartimento francese della Marna, nella regione della Champagne-Ardenne, incontriamo Reims, incantevole cittadina di 190.000 abitanti, dotata di ben quattro monumenti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità: la Cattedrale di Notre Dame, che dal 816 al 1825 è stata il luogo di incoronazione di 33 re di Francia, il palazzo di Tau, in cui venivano organizzati i banchetti dopo le incoronazioni, la basilica di Saint Remi, superbo edificio romano-gotico, e il Museo Saint Remi.
Chiamata Durocortorum, fu la più importante di tutte le Gallie, come testimonia tuttora un arco di notevole impatto con decorazioni di grande pregio. Dando una mano a Cesare contro i galli belgi, prima diventò indipendente come città federata di Roma e poi, sotto Augusto, capitale della Gallia Belgica.
La città è oggi nota soprattutto per lo Champagne: proprio qui, infatti, nacque nel XVII secolo per mano del monaco benedettino Pierre Pèrignon, per poi diffondersi in tutta Europa grazie alla campagna militare di Napoleone. Poco fuori città, a pochi chilometri dal cuore di Reims, si snoda attraverso la natura lussureggiante la famosa Route Touristique du Champagne, un percorso che si inoltra nei paesaggi in cui si produce il raffinato vino, disseminato di aziende vinicole e cantine aperte al pubblico per una degustazione.

Reims a tavola
La città di Reims divenne famosa dal XVI per i suoi biscotti e prese parte alle tavole reali dal 1756 grazie alla biscotteria Noël-Houzeau che produceva biscotti, marzapane e panpepato per i pasti reali. Il successo delle pasticcerie di Reims fu tale che nel 1825 una di loro ottenne il brevetto di produttore del biscotto del re che le consentiva di apporre il sigillo di Carlo X sui suoi biscotti. Si tratta di un biscotto croccante di colore rosa e ricoperto di zucchero che, grazie alla sua consistenza particolare che permette di inzupparlo in un liquido senza che si sbricioli, divenne il compagno ideale dello champagne al quale fu rapidamente associato approfittando della sua immagine di prodotto di prestigio.

Laon (18:00 Day 3)

“…tutto è bello a Laon, le chiese, le case, i dintorni, tutto…” così Victor Hugo scriveva della città di Laon, capoluogo del dipartimento dell’Aisne, nella regione dell’Alta Francia. Centro di origine medievale situato sulla sommità di una collina e circondato da sette chilometri di mura, la città di Laon ha molto da offrire dal punto di vista storico e culturale, con sua la maestosa cattedrale gotica di Notre Dame costruita tra il XII e il XIII secolo che sovrasta la città alta; camminando lungo i bastioni e le stradine medievali si incontrano il Palazzo di Giustizia, ex palazzo vescovile, l’antico ospedale maggiore, la cappella romanica dei Templari, la Porta Ardon risalente al XIII secolo e tanto altro. Sotto gran parte della città vecchia si snodano tre livelli di passaggi sotterranei. Grazie alla sua ricchezza artistica, storica e culturale, la città ha ottenuto il riconoscimento di Città d’arte e di storia da parte del Ministero della Cultura e della Comunicazione.
Pioniere degli esploratori del fiume Mississippi e primo europeo a trasferirsi nel 1674 nell’insediamento che in seguito sarebbe diventato Chicago, il missionario gesuita Jacques Marquette era nativo di Laon ed è ricordato con un altorilievo in Place Marquette.

Laon a tavola
Una delle produzioni tipiche più antiche della città è quella del carciofo verde di Laon: tracce scritte ne segnalano la coltivazione nel nord della Francia già nel 1596. Un tempo molto apprezzato e coltivato, oggi è oggetto di una piccola coltivazione nel suo bacino di origine. E gli appassionati di formaggi non possono perdere l’occasione di provare il Maroilles, un formaggio locale dal gusto particolarmente deciso.

Saint-Quentin (21:00 Day 3)

Anche la città di Saint-Quentin, nel dipartimento dell’Aisne nella regione dell’Alta Francia, come Laon, è stata dichiarata Città d’arte e di storia dal Ministero della Cultura e della Comunicazione.
Passeggiando per la città fondata dai romani nel primo secolo d.C. con il nome di Augusta Verumanduorum, si incontra il municipio di Saint-Quentin, gioiello in stile gotico risalente al XVI secolo, decorato con 173 sculture raffiguranti scene di vita della città e sormontato da un campanile esagonale dotato di un carillon di 37 campane. Dallo stile gotico si passa poi all’art déco degli anni Venti che caratterizza le facciate di Rue de la Sellerie e Rue de la Sous-Préfecture con elementi in ferro battuto, mosaici, vetrate policrome e motivi scolpiti, tutti elementi tipici di questo movimento artistico. In seguito ai danneggiamenti subiti durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, le case che furono allora distrutte vennero ricostruite secondo questo stile.
Nei mesi di luglio e agosto, la piazza del municipio si trasforma in stazione balneare con spiaggia di sabbia fine, palme, sdraio, piscina e molto altro.

Saint Quentin a tavola
Anche la gastronomia è un fattore importante nel settore del turismo di Saint-Quentin: tra le specialità tipiche della città (e della Picardia) troviamo la Tarte à l’badré, un dolce delizioso con crema pasticcera e prugne o mele, e la Ficelle picarde, una crèpe gratinata farcita con funghi, prosciutto e scalogno.

Arras (24:00 Day 3)

La città di Arras, capoluogo del dipartimento Pas-de-Calais, è situate in una fertile valle sulla riva destra del fiume Scarpe. Fin dal XIV e XV secolo divenne una delle città più ricche d’Europa grazie alla produzione e al commercio di arazzi di lana pregiata, venduti per decorare palazzi e castelli in tutto il continente. Durante questo periodo di grande prosperità vennero costruiti l’Hȏtel del Ville, palazzo municipale in stile gotico, e le due piazze principali della città, talmente belle da essere degne di una capitale: Grand-Plase e Place des Heros. Costruite per ospitare i grandi mercati dell’epoca, rimangono oggi vivaci ed animate, circondate da centocinquanta case in stile barocco-fiammingo, gravemente danneggiate durante i bombardamenti della Grande Guerra ma successivamente ricostruite in modo fedele. Arras ha anche una parte sotterranea, i Boves, spettacolari gallerie a dodici metri di profondità scavate nel Medioevo per l’estrazione del gesso e diventate in seguito magazzini e cantine. Una città sotterranea rivelatasi preziosa durante la I Guerra Mondiale. Dove un tempo sorgeva la vecchia Abbazia di Saint-Vaast, si trovano oggi molte delle strutture più notevoli di Arras, tra cui il Museo delle Belle Arti e gli edifici governativi.

Arras a tavola
Nella regione vi è una crescente industria di birra; in primavera le birrerie locali producono una birra chiamata Bière de Mars, la prima della stagione, secondo una tradizione iniziata ad Arras nel 1394. Altro fiore all’occhiello della città è il cioccolato: oltre ai coeurs au chocolat, cioccolatini al latte a forma di cuore, si producono i coeurs à l’ànis, pan di spezie con frutta candita e profumato all’anice. Salume tipico di Arras, l’andouillette è preparata con frattaglie di maiale, scalogno, prezzemolo e mostarda, il tutto avvolto in un budello di manzo resistente; ogni anno, ad agosto, la città festeggia la sua andouillette con una festa che è l’occasione per assistere ad un concorso culinario.

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