giugno 9, 2019

A che punto siamo? 09/06/2019

Se la tappa di ieri è stata definita “decisamente complicata”, quella di oggi è ancora in attesa di trovare una definizione appropriata.

La giornata inizia con la consapevolezza di aver accumulato un ritardo di 6 ore durante la tappa di ieri, a causa del maltempo in prima mattinata e del passaggio attraverso le grandi città di Zurigo e Basilea (molto ben organizzate dal punto di vista ciclabile ma che mal si prestano ad essere percorse a velocità sostenuta).

Dopo aver visto sorgere il sole sulla cittadina di Épinal, i sensi sono stati ripagati da splendide vedute sulla campagna francese.

La campagna francese - 80km da Saint-Dezier

Pochi chilometri dopo, il passaggio a Grand ha riportato alla mente di “The Cyclist” le emozioni vissute un anno fa durante ToLondon 2018, quando questo stesso tratto era stato percorso in solitaria e in piena notte (con la sola compagnia, non troppo gradita in quel frangente, degli animali del bosco).

Altre forti emozioni a Saint-Dizier durante un breve incontro con il proprietario del B&B che l’anno scorso, prima dell’alba, aveva accolto The Cyclist “sopravvissuto” all’attraversamneto della foresta. Un saluto doveroso ad una persona rimasta nel cuore.

Si riparte da Saint-Dizier con un’unica certezza: mancano 400 km a Calais. Sarà questo un segmento da affrontare necessariamente senza ulteriori pause prolungate e a velocità sostenuta, l’unico modo per rimanere in tabella e raggiungere l’imbarco di Calais in tempo utile.

Circa 50 km dopo, la ciclabile passa da “sterrata” a “coltivata” immettendosi in un campo e The Cyclist è costretto a ripianificare il percorso.
Fin qui le notizie giunte in regia.